Cronaca
Scomparsa una famiglia a Villa La Torre: ricerche estese all'area di Pitino
San Severino Marche, 17 agosto 2024 — Nessuna traccia dei quattro ospiti dal 7 agosto. Bagagli e documenti trovati intatti nella struttura. La procura di Macerata ha aperto un fascicolo.

Villa La Torre, la struttura affittata dalla famiglia lo scorso 28 luglio.
SAN SEVERINO MARCHE — Una famiglia di turisti, giunta a fine luglio nella struttura affittata tramite una nota piattaforma di prenotazioni, risulta irreperibile da oltre una settimana. Gli ospiti — identificati dalle autorità come Michele F., 44 anni, la compagna Martina C., 41, e i due figli minori — erano attesi al check-out il 9 agosto. Da allora nessuna traccia: il cellulare risulta spento, i messaggi recapitati ma non letti. Sul posto, gli investigatori del commissariato di San Severino Marche, coordinati dal sostituto procuratore di Macerata, hanno rinvenuto bagagli, documenti e valori intatti. Un dettaglio che, secondo gli inquirenti, «non quadra con l'ipotesi di un allontanamento volontario». Le ricerche, avviate il 10 agosto, si sono progressivamente estese ai boschi che collegano la villa ai resti della rocca di Pitino.
L'inchiesta
I precedenti del castello di Pitino
Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti figurano le segnalazioni che da anni riguardano il castello di Pitino, sui rilievi che sovrastano San Severino Marche, a poche centinaia di metri in linea d'aria dalla struttura.
Non è la prima volta che l'area finisce sotto la lente degli investigatori. Nel 2019 un sopralluogo dei carabinieri forestali all'interno del perimetro del castello portò al ritrovamento di resti di animali — polli, capretti e, secondo alcune testimonianze, anche un vitello — disposti in modo riconducibile a riti sacrificali. Il fascicolo venne archiviato pochi mesi dopo come «danno ambientale ad opera di ignoti».
Nel 2021 sui muri della rocca furono rilevati simboli e graffiti di matrice esoterica, mentre nell'estate del 2023 i vigili del fuoco intervennero per un falò notturno acceso nei pressi della torre. In nessuno dei due casi furono identificati i responsabili.
«Dalla torre di Pitino, la notte, si vedevano i fuochi. E si sentiva il verso degli animali», racconta al Corriere delle Marche Alessandra B., 53 anni, che abita in una casa colonica ai piedi della collina. «Poi più nulla, per anni. Adesso in paese non si parla d'altro.»
Sul posto i tecnici della scientifica di Ancona hanno effettuato ripetuti sopralluoghi. Le ricerche con unità cinofile proseguono nella macchia boscosa tra la villa e i resti della rocca medievale. Il pm titolare delle indagini, interpellato dalla redazione, non ha rilasciato dichiarazioni, limitandosi a confermare l'apertura di un fascicolo per scomparsa.
Allo stato non esistono elementi che consentano di affermare un collegamento tra i precedenti registrati al castello e la scomparsa degli ospiti. Gli inquirenti invitano alla prudenza e mantengono aperte tutte le ipotesi.

La torre di Pitino, sulla collina boscosa che sovrasta la villa: al centro delle ricerche in corso.
La proprietà
La famiglia Teloni sentita dagli inquirenti
La struttura, di proprietà della famiglia Teloni da tre generazioni, è gestita per la quota turistica dalla società Marche Holiday srl, il cui legale rappresentante, Germano T., 61 anni, è stato sentito a sommarie informazioni dai carabinieri il 12 agosto. L'uomo, rientrato in paese da Roma dove risiede, ha confermato di aver consegnato personalmente le chiavi alla famiglia il 28 luglio e di non aver più avuto contatti diretti con gli ospiti.
«Persone educate, tranquille. Nessun problema, nessun ritardo nei pagamenti», avrebbe dichiarato agli investigatori. «La mattina del 9, quando sono andato per il check-out, l'auto non c'era. Le valigie sì.» La posizione del proprietario, precisano fonti vicine all'indagine, non è al momento oggetto di alcun provvedimento: nessuna persona risulta indagata.
La gestione
L'agenzia sospende le prenotazioni
La società che ha in gestione la villa ha comunicato la sospensione temporanea delle prenotazioni fino alla conclusione degli accertamenti, precisando di aver messo a disposizione degli inquirenti l'intero registro degli ospiti degli ultimi dodici mesi.
“Collaboriamo pienamente con le autorità. Ogni valutazione spetta a chi indaga.”
La testimonianza
L'ultimo avvistamento: la mattina del 7 agosto al Bar Cacciatore
L'ultimo elemento certo della vicenda arriva dal Bar Cacciatore, l'unico esercizio aperto della frazione, gestito da oltre vent'anni da Gianna P., 57 anni. La donna è stata una delle ultime persone ad aver avuto contatti con la famiglia scomparsa.
«Sono passati la mattina del 7, verso le nove e un quarto: hanno preso tre cornetti e due cappuccini», ha raccontato ai carabinieri, confermando la versione emersa dalle telecamere dell'esercizio. «Parlavano tra loro, mi pare avessero deciso di fare una passeggiata verso il castello.»
Dopo quella mattina, più nulla. La deposizione di Gianna P. è considerata al momento l'ultimo riscontro oggettivo della giornata del 7 agosto. Gli inquirenti stanno lavorando sulle immagini delle telecamere della strada provinciale, che però risultano coperte in più punti dalla vegetazione.

Il Bar Cacciatore, ultimo luogo in cui la famiglia è stata vista.
La ricostruzione
La cronologia dei fatti
28 luglio 2024
La famiglia arriva a Villa La Torre e riceve le chiavi dal proprietario.
1–6 agosto
Soggiorno regolare. Gli ospiti vengono visti più volte in paese.
7 agosto, ore 9:17
Ultimo avvistamento certo: colazione al Bar Cacciatore.
8 agosto
Il telefono di Michele F. risulta spento. Messaggi consegnati e non letti.
9 agosto
Mancato check-out. Bagagli e documenti trovati nella villa.
10 agosto
Denuncia di scomparsa. Primo sopralluogo dei carabinieri.
12 agosto
Sentito a sommarie informazioni il proprietario della struttura.
14 agosto
Ricerche con unità cinofile nell'area del castello di Pitino.
Mappa
L'area delle ricerche
Mappa schematica non in scala, a soli fini illustrativi.
Le ricerche proseguono
A dieci giorni dall'ultimo avvistamento, le squadre di soccorso alpino, i vigili del fuoco e le unità cinofile continuano a battere l'area boscosa tra Villa La Torre e il castello di Pitino. La procura di Macerata mantiene aperte tutte le ipotesi e invita chiunque abbia informazioni a rivolgersi alle autorità.
Il Corriere delle Marche continua a seguire la vicenda.